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Blog :: SOTTO I RIFLETTORI: MAXIMUM THE HORMONE

phenom89 2020-10-11

SOTTO I RIFLETTORI

MAXIMUM THE HORMONE



I primi amori non si scordano mai, e la nostra amata J-Music non fa eccezione.

Era il lontano 2008/2009, qua in Italia esisteva una cosa chiamata "Anime Night": una sera alla settimana, tutti gli appassionati di animazione giapponese si sintonizzavano su MTV per vedere i migliori anime in circolazione... ed io di certo non facevo eccezione. In particolare, in quel periodo andava in onda un certo Death Note: chi non lo conosce??? Probabilmente uno degli anime più fighi ed entusiasmanti di tutti i tempi... perdersene un episodio era semplicemente un'eresia. 

Ad accompagnare quest'anime durante i primi 19 episodi c'erano due belle "sigle" (sì, ho detto proprio "sigle" perché a quei tempi il mondo della J-Music era qualcosa di completamente ignoto). 

Poi successe qualcosa, la svolta... sia la sigla iniziale che quella finale di Death Note vengono sostituite, al loro posto vengono messe due canzoni di una band completamente estranea. Queste canzoni hanno qualcosa di strano: un continuo sali e scendi di ritmo, due cantanti (per non dire tre) che si alternano, un sound super-aggressivo, un lento crescendo che porta a una vera e propria "esplosione musicale" sgraziata e a dir poco scioccante.


Questo è quello che per me (e penso per almeno il 90% di chi li conosce) è stato il primo approccio con i Maximum The Hormone. Con quest’articolo ho deciso di parlarvi di loro perché, oltre ad essere una vera e propria leggenda della musica giapponese, a distanza di ben undici anni dalla prima volta che li ho sentiti sono riuscito a recuperare tutti quanti i loro lavori ed è stata un'esperienza a dir poco unica.


I Maximum The Hormone sono una band nata nel 1998, composta da 4 membri: Maximum The Ryo-kun (voce e chitarra), Daisuke-han (voce), Ue-chang (basso), Nao (batteria e voce). 

Ogni membro della band è dotato di un enorme talento e messi insieme riescono a dar vita a un progetto musicale imprevedibile ed estremamente godibile: Maximum The Ryo-kun ha una voce graffiante e molto incisiva, Ue-chang è un bassista eccezionale dal sound/stile unico, Daisuke-han è un cantante “screamer” veramente incredibile con i suoi cambi di tonalità/vocalità... e poi c'è Nao, per me la vera sorpresa della band. 

Devo essere sincero, ho sempre sottovalutato la batteria: chiaramente è uno strumento fondamentale, specialmente dal punto di vista ritmico, all’interno di un brano … ma per me il suo ruolo principale era quello di fare da supporto a chitarra e bassa, fornirgli una base sulla quale appoggiarsi. Nei Maximum The Hormone non ci sono ruoli ben definiti all’interno delle canzoni: i vari strumenti sono più equilibrati e, soprattutto, più “alternabili” tra di loro … questo permette di realizzare sonorità e melodie molto particolari. Inoltre, sempre riguardo a Nao, col suo timbro vocale spesso e volentieri alleggerisce il sound delle canzoni, risultando un vero e proprio valore aggiunto.


Dal punto di vista dello stile musicale, su Wikipedia vengono indicati sotto sei generi musicali... ma secondo me non ne bastano neanche il doppio XD. È proprio questa ecletticità artistica a farne una band incredibile: ogni canzone è una piccola perla di originalità, totalmente imprevedibile … sembrano 3-4 canzoni messe insieme. 

Un altro aspetto da valutare dei loro lavori è il poter vantare ben 3 cantanti, che da loro la possibilità di creare combinazioni musicali uniche sempre diverse l’una dall’altra.

Se proprio vogliamo fare un paragone con artisti occidentali più famosi, quelli con i quali vengono paragonati più comunemente sono i System Of A Down, ma proprio per questa loro capacità di spaziare tra i generi, si possono trovare punti in comune con tantissimi artisti (Limp Bizkit, Red Hot Chili Peppers, Rage Against The Machine, ecc).

Oltre al grandissimo valore musicale, va valutato anche il vero e proprio progetto artistico della band. I Maximum The Hormone sanno di essere dei matti, di fare musica fuori da qualsiasi schema... e si comportano di conseguenza: ogni video musicale è divertentissimo, le loro canzoni sono folli sia dal punto di vista musicale che da quello dei testi (chi è che chiamerebbe una sua canzone “Koi No Sperma” … oppure cercatevi su Wikipedia la spiegazione del titolo “ChuChu Lovely MuniMuni MuraMura PrinPrin Boron Nururu ReroRero”).


Veniamo alla vera e propria musica della band. Mai come in questo caso è fondamentale ascoltare tutti i lavori della band, in rigoroso senso cronologico, per capire il percorso musicale della band e la sua evoluzione nel corso degli anni.

I primi lavori della band sono più, passatemi il termine, “normali”: escono nell’ordine prima “Mimikajiru” (2002) e poi “Kusoban” (2004)… come album non sono malaccio, il loro sound è più leggero e meno atipico rispetto a quello cui ci abitueranno, però mancavano un po’ di originalità e di incisività.

Con il terzo album, “Rock-impo Goroshi” (2005), il sound della band comincia a farsi più aggressivo e alternativo … una sorta di antipasto di quelli che saranno i veri e propri capolavori della band.


Poi, nel 2007, arriva “Bu-ikikaesu”: un successo clamoroso. Le canzoni si fanno ancora più atipiche, praticamente ogni brano è tanto originale da risultare quasi spiazzante … un continuo mescolarsi di sonorità leggere e più dure, continui sali e scendi dal punto di vista ritmico,  ecc.

Unitile dire che le principali canzoni, o per meglio dire le più famose, sono le due canzoni che fanno da opening ed ending all’anime di Death Note: “What's Up, People?!” e “Zetsubou Billy” (del quale ho messo un video qua sotto, perdonate la scarsa qualità video) … ma tra le tante altre canzoni, vorrei citare anche “Koi No Mega Lover”.



A questo punto vi verrebbe da pensare che i MTH non possano spingersi oltre, ma con l’album successivo riescono a raggiungere dei picchi di qualità inimmaginabili … paradossalmente, più il loro sound diventa “strano” e potenzialmente meno appetibile per un grande pubblico, più diventano irresistibili.

Il loro quinto album, “Yoshu Fukushu”, esce nel 2013 … ed è una vera e propria bomba!!!

Ogni canzone è un’esperienza unica, è difficile anche incastrarla in una definizione perché in pratica si può dire tutto e il contrario di tutto: ci sono canzoni che alternano ritmi blandi a ritmi forsennati (come la bellissima title track “Yoshu Fukushu”), altre invece che hanno un lento e costante crescendo nelle strofe per poi “esplodere” nel ritornello (come la stupenda “Maximum The Hormone”, stesso nome della band), altre che partono proprio da un altro genere per poi tornare alle classiche tonalità della band (come la stramba “Koi No Sperma”)… oppure ci sono canzoni che nell’arco di 5 minuti attraversano 4-5 generi musicali, cambiano ritmo di continuo senza dare un attimo di respiro a chi ascolta (come  “A.L.I.E.N.”, canzone che non so proprio come definire).





L’ultima vera e propria release è datata 2018, ed è un singolo. Questo singolo contiene, oltre a "Haikei VAP-dono" (la canzone di congedo/omaggio alla vecchia casa discografica), la canzone "Maximum The Hormone II" … altro esempio musicale della follia di questa band.



Questi sono Maximum The Hormone: una band di pazzi, che fa musica da pazzi per gente che è un po’ pazza XD. 

Sicuramente non è una band facile al quale approcciarsi, ma posso assicurarvi che il loro sound unico e inimitabile da una forte dipendenza: più li ascolti e più ti va di sentirli … le loro canzoni sono così variegate e spaziano tra così tanti generi/stili musicali che praticamente ogni canzone avrà una parte che ve ne farà innamorare.

Sono indubbiamente la band che ho ascoltato di più nel 2020. 



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DISCLAIMER: questa recensione è scritta da un comune appassionato di J-Music. Non sono un musicista e non conosco i vari aspetti tecnici del mondo musicale per dare un giudizio più autorevole. I miei giudizi sono dettati principalmente dai miei gusti in campo musicale e dall’esperienza ottenuta ascoltando per centinaia di ore la J-Music, informandomi al meglio e cercando di ampliare sempre più le mie conoscenze.


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