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Blog :: SOUNDCHECK “WADACHI” degli SPYAIR

phenom89 2022-01-06

SOUNDCHECK

“WADACHI” degli SPYAIR



Torna con un nuovo capitolo la rubrica che analizza le migliori canzoni del panorama musicale giapponese.
Quest'edizione del "SoundCheck" avrà come protagonista una canzone di una delle mie band preferite: sto parlando di "Wadachi" degli SPYAIR.

"Wadachi" è uscito nei negozi il 06/01/2021 in due tipi di edizioni: base e limited edition (questa canzone è contenuta anche in "Unite", l'ultimo album della band... ma preferisco parlarvi del singolo).
La versione base contiene le sei canzoni fatte dagli SPYAIR per l'anime di Gintama (per la precisione, "Scramble" viene dal videogioco per PS4) con l'aggiunta di alcune versioni live... la limited edition è un CD+DVD, il CD contiene le stesse sei canzoni (sia in versione normale che in quella strumentale) mentre nel DVD ci sono le opening/ending "creditless" (cioè senza i nomi dello staff) dell'anime di Gintama.

Devo dire che, da grande appassionato sia degli SPYAIR che di Gintama, avere in un unico cd tutte queste splendide canzoni mi intrigava non poco: ho comprato il disco al volo, senza neanche leggere la descrizione dell'oggetto (cosa che si trasformerà in una piacevole sorpresa all'arrivo del pacco XD).
Finalmente arriva il giorno della consegna del corriere... pago le inevitabili tasse doganali, apro il pacco e trovo il disco ma con il tipico packaging di un vinile: "Ma che ho comprato il vinile??? E adesso come lo ascolto"... sull'esterno della custodia c'è scritto CD+DVD, qualcosa non quadra.
Tolgo il cellophane, ed ho l'ennesima conferma di quanto sono belli i prodotti giapponesi e su quanto è appagante/piacevole comprarli (anche se si spende un po' di più).
Vi metto qualche foto:





Il packaging di Wadachi, in confronto ad un cd normale


L’interno della confezione di Wadachi

Direi che è abbastanza evidente: questo è un oggetto imperdibile per ogni fan degli SPYAIR e di Gintama.
Non è un caso che io parli così insistentemente dell'anime di Gintama perché "Wadachi" è la canzone principale dell'ultimo film di Gintama… il film che concluderà questo leggendario anime.
Il legame tra Gintama e gli SPYAIR ci ha regalato una perla dietro l'altra sotto ogni punto di vista, probabilmente è uno dei connubi meglio riusciti nel mondo delle anisongs (per me, solo i The Pillows in FLCL hanno fatto di meglio).

 



KANJI

ROMAJI

TRADUZIONE


何もない 明日だっていいさ
くだらない 話だっていい
意味のないくらいでいいさ
そこに いま 僕らがいればいいんだ

しょうもないような 諍いも
街に消えてった 夕陽も
目を閉じれば 宝物さ

僕らの轍は ひとつになって
道草の日々が 果てない地図へ

涙していたって 苦しくたって
離れていたって 忘れないで
いつになったって どこにいたって
独りきりじゃない

歩幅くらい 違っていいさ
道じゃない 道があっていい
気にしないくらいでいいさ
僕らが 大事にしてりゃいいんだ

誰といたって 虚ろだった
悲しい瞳をした 少年が
いまは少し 懐かしくて

僕らの轍は ひとつになって
道草の日々が 果てない地図へ

涙していたって 苦しくたって
離れていたって 忘れないで
いつになったって どこにいたって
独りきりじゃない

また向かい風 足跡さらって
何も見えなくなっても
消えたりしないぜ 心に刻んで
来たよ ここまで Oh!

僕らの轍は ひとつになって
道草の日々が 果てない地図へ

涙していたって 苦しくたって
離れていたって 忘れないで
いつになったって どこにいたって
独りきりじゃない

 

 


Nani mo nai ashita datte ii sa
Kudaranai hanashi datte ii
Imi no nai kurai de ii sa
Soko ni ima bokura ga ireba iinda

Shou mo nai youna isakai mo
Machi ni kietetta yuuhi mo
Me wo tojireba takaramon sa

Bokura no wadachi wa hitotsu ni natte
Michikusa no hibi ga hatenai chizu e

Namida shite itatte Kurushiku tatte
Hanarete itatte Wasurenaide
Itsu ni nattatte doko ni itatte
Hitori kiri janai

Hohaba kurai chigatte ii sa
Michi janai michi ga atte ii
Ki ni shinai kurai de ii sa
Bokura ga daiji ni shiterya ii nda

Dare to itatte utsuro datta
Kanashii me wo shita shounen ga
Ima wa sukoshi natsukashikute

Bokura no wadachi wa hitotsu ni natte
Michikusa no hibi ga hatenai chizu e

Namida shite itatte kurushiku tatte
Hanarete itatte wasurenaide
Itsu ni nattatte doko ni itatte
Hitori kiri janai

Mata mukai kaze ashiato saratte
Nani mo mienaku natte mo
Kietari shinai ze kokoro ni kizande
Kita yo koko made Oh!

Bokura no wadachi wa hitotsu ni natte
Michikusa no hibi ga hatenai chizu e

Namida shite itatte kurushiku tatte
Hanarete itatte wasurenaide
Itsu ni nattatte doko ni itatte
Hitori kiri janai


Potrà attenderci un domani vuoto,
potranno anche essere discorsi inutili,
potrà pure sembrare che niente abbia un senso,
ma quello che conta veramente è essere insieme.


Tutte quelle stupide discussioni e
quei tramonti che svaniscono nascosti dalla città,
diventeranno preziosi una volta chiusi gli occhi.

I nostri cammini si sono uniti in una cosa sola
e passeremo giorni a vagare in questa mappa senza confini.


Nelle lacrime, nel dolore e persino
se venissimo separati, non dimenticartene mai:
In qualsiasi momento e ovunque andremo,
non saremo mai soli.

Le nostre strade potranno essere diverse,
potrebbero non essere mai state battute prima,
ma non c’è niente di cui preoccuparsi,
riusciremo a prenderci cura di ogni cosa.

Tutta quella solitudine nonostante la compagnia,
a quel ragazzo dallo sguardo triste
ormai gli fa provare soltanto un po’ di nostalgia.

I nostri cammini si sono uniti in una cosa sola
e passeremo giorni a vagare in questa mappa senza confini.


Nelle lacrime, nel dolore e persino
se venissimo separati, non dimenticartene mai:
In qualsiasi momento e ovunque andremo,
non saremo mai soli.

Anche se il vento spazzerà via le nostre impronte,
anche se non riuscissimo a vedere niente,
quello che è scolpito nei nostri cuore non scomparirà mai, resterà qui d'ora in avanti. Oh!

I nostri cammini si sono uniti in una cosa sola
e passeremo giorni a vagare in questa mappa senza confini.


Nelle lacrime, nel dolore e persino
se venissimo separati, non dimenticartene mai:
In qualsiasi momento e ovunque andremo,
non saremo mai soli.


"Wadachi" è una canzone dalla durata di 3 minuti e 40 secondi.
Dal punto di vista musicale, questa canzone ha una struttura piuttosto classica: "strofa / ritornello / strofa / ritornello / special / ritornello".

Sono sempre affascinato dalla capacità della musica di comunicare un messaggio a chi ascolta, anche senza necessariamente comprendere le parole.
Sapendo quale sarebbe stato l'utilizzo di questa canzone, devo dire che avevo già in mente una vaghissima idea di quale tematiche sarebbe andato a toccare il testo e che tipo di melodia aspettarmi... ma nonostante questo, sin dalle prime note questa canzone è riuscita a sorprendermi e a colpirmi nel profondo.
Molto particolare ed interessante l’uso di strumenti musicali classici insieme a quelli più incisivi e grintosi, tipici della nostra amata band di Nagoya… non ho un orecchio così raffinato da riconoscere nel dettaglio tutti gli strumenti (anche perché la mia conoscenza di strumenti classici è piuttosto limitata), ma quei violini e la chitarra acustica a fare da base direi che sono piuttosto evidenti.

La parte strumentale di questa canzone si basa principalmente sull’accostamento della chitarra classica e quella elettrica/amplificata, insieme riescono a dar vita ad una melodia dolce e delicata… ma al tempo stesso particolarmente incisiva e grintosa.
Quei colpi di violino a ripetizione piazzati durante il ponte che porta al ritornello, sono come la ciliegina sulla torta… danno quel retrogusto nostalgico e sentimentale/commuovente a tutto il brano.
Il ritornello è di una dolcezza unica e musicalmente sorprendente: basso e chitarra non iniziano a strafare come ci si aspetterebbe, ma si dedicano a creare una struttura solida ed efficace… a spiccare con le loro tonalità più acute sono la chitarra classica e soprattutto i violini, sembrano quasi danzare leggere e spensierate intorno alla struttura base delle pezzo.

Come dicevo, il brano come struttura è piuttosto classica… quindi, le cose dette sono sostanzialmente identiche per tutte le strofe e i ritornelli.
Lo special del brano si allinea al resto della canzone ed è a suo modo un po’ spiazzante. Anche qui a farla da padrona sono i violini, messi all’interno del brano con un ritmo decisamente sostenuto: una prima parte molto decisa per poi defilarsi e dare finalmente spazio all’assolo di chitarra di UZ… ma senza sparire, restando a fare da supporto (insieme alla chitarra classica) come a ricambiare il “favore” fatto durante tutto il resto del pezzo.
Infine, il pezzo si chiude con il solito ritornello ed un outro praticamente identico all’intro.

Sul cantato non c’è molto da dire, IKE è una garanzia ormai da anni… la sua voce è sempre potente ma soave al punto giusto, sa quando deve spingere quando deve essere delicati (quegli acuti durante il brano sono divini).

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 “È stato un lungo viaggio, abbiamo passato momenti splendidi e momenti terribili, abbiamo riso fino alle lacrime, ci siamo commossi non so neanche io quante volte… e  questi ricordi saranno sempre con me. Purtroppo ogni cosa ha una fine, per quanto io possa essere triste e malinconico l’unica cosa che si può fare è andare avanti. Non scorderò mai quello che abbiamo passato… proprio perché lo abbiamo passato INSIEME”.

Questo è quello che questa canzone è in grado di darmi, e non nego che ogni volta che la ascolto è quasi impossibile non commuovermi… anche mentre vi sto scrivendo queste parole ho un po’ gli occhi lucidi.

Grazie SPYAIR e grazie Gintama.


DISCLAIMER: questa recensione è scritta da un comune appassionato di J-Music. Non sono un musicista e non conosco i vari aspetti tecnici del mondo musicale per dare un giudizio più autorevole. I miei giudizi sono dettati principalmente dai miei gusti in campo musicale e dall’esperienza ottenuta ascoltando per centinaia di ore la J-Music, informandomi al meglio e cercando di ampliare sempre più le mie conoscenze.




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