Olocausto (1933-1945) - PER NON DIMENTICARE

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Otaku4Ever91

Olocausto (1933-1945) - PER NON DIMENTICARE

Messaggio da Otaku4Ever91 » 5 agosto 2012, 23:00

So che è passato, e che è ancora troppo presto per farlo. Ma, ho voluto aprire questo topic, giusto per non dimenticare le vittime dell'Olocausto. Ovviamente, sempre se voi siete d'accordo.

Shoah

Il termine Shoah è voluto dagli ebrei, i quali, attualmente, rifiutano l'altra parola stilizzata, Olocausto, in quanto questo indica un sacrificio propiziatorio, il che è sicuramente ingannevole.
L'espressione Shoah si riferisce al periodo che intercorre fra il 30 Gennaio 1933, quando Hitler divenne Cancelliere della Germania, e l'8 Maggio 1945, la fine della guerra in Europa: in questo periodo furono milioni le persone soppresse dalla follia razziale nei confronti non solo degli ebrei . Pur essendo impossibile accertare l'esatto numero di vittime ebree, le statistiche indicano che il totale fu di oltre 5.860.000 persone. La maggior parte delle autorità generalmente accettano la cifra approssimativa di sei milioni a cui si devono sommare 5 milioni circa di civili non ebrei uccisi. In tutto quindi, ma la cifra precisa ha ben poca importanza, oltre 10 milioni di persone furono uccise dall'odio nazionalsocialista.
Tra i gruppi assassinati e perseguitati dai nazisti e dai loro collaboratori, vi erano: zingari, serbi, membri dell'intellighentia polacca, oppositori della resistenza di tutte le nazionalità, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova, delinquenti abituali, o persone definite "anti sociali", come, ad esempio, mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti. La maggior parte delle persone soppresse passarono per i campi di sterminio, che erano campi di concentramento con attrezzature speciali progettate per uccidere in forma sistematica. Storicamente il partito nazista prese la decisone di dare avvio alla cosiddetta "Soluzione Finale" (Endl sung), in realtà molti ebrei erano già morti a causa delle misure discriminatorie adottate contro di loro durante i primi anni del Terzo Reich, ma lo sterminio sistematico e scientifico degli ebrei non ebbe inizio fino all'invasione, da parte della Germania, dell'Unione Sovietica nel Giugno 1941. Per i nazisti ebreo era: chiunque, con tre o due nonni ebrei, appartenesse alla Comunità Ebraica al 15 Settembre 1935, o vi si fosse iscritto successivamente; chiunque fosse sposato con un ebreo o un'ebrea al 15 settembre 1935 o successivamente a questa data; chiunque discendesse da un matrimonio o da una relazione extraconiugale con un ebreo al o dopo il 15 settembre 1935. Vi erano poi coloro che non venivano classificati come ebrei, ma che avevano una parte di sangue ebreo e venivano classificati come Mischlinge (ibridi). I Mischlinge venivano ufficialmente esclusi dal Partito Nazista e da tutte le organizzazioni del Partito (per esempio SA, SS, etc.). Benché venissero arruolati nell'esercito tedesco, non potevano conseguire il grado di ufficiali. Era inoltre proibito loro di far parte dell'Amministrazione Pubblica e svolgere determinate professioni (alcuni Mischlinge erano, in ogni caso, esonerati in determinate circostanze). Gli ufficiali nazisti presero in considerazione la possibilità di sterilizzare i Mischlinge, ma ciò non fu sempre attuato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Mischlinge di primo grado rinchiusi nei campi di concentramento, furono tradotti nei campi di sterminio. Ma il Terzo Reich considerava nemici non solo gli ebrei, ma anche, zingari, oppositori politici, oppositori del nazismo, Testimoni di Geova, criminali abituali, e "anti-sociali" In sostanza ogni individuo che poteva essere considerato una minaccia per il nazismo correva il rischio di essere perseguitato, ma gli ebrei erano l'unico gruppo destinato ad un totale e sistematico annientamento. Per sottrarsi alla sentenza di morte imposta dai Nazisti, gli ebrei potevano solamente abbandonare l'Europa occupata dai tedeschi. Secondo il piano Nazista, ogni singolo ebreo doveva essere ucciso. Nel caso di altri "criminali" o nemici del Terzo Reich, le loro famiglie non venivano coinvolte. Di conseguenza, se una persona veniva eliminata o inviata in un campo di concentramento, non necessariamente tutti i membri della sua famiglia subivano la stessa sorte. Gli ebrei, al contrario, venivano perseguitati in virtù della loro origine familiare indelebile. La spiegazione dell'odio implacabile dei nazisti contro gli ebrei nasceva dalla loro distorta visione del mondo che considerava la storia come una lotta razziale. Essi consideravano gli ebrei una razza che aveva lo scopo di dominare il mondo e, quindi, rappresentava un ostacolo per il dominio ariano. Secondo la loro opinione, la storia consisteva, quindi in uno scontro che sarebbe culminato con il trionfo della razza ariana, quella superiore: di conseguenza, essi consideravano un loro preciso obbligo morale eliminare gli ebrei, dai quali si sentivano minacciati. Inoltre, ai loro occhi, l'origine razziale degli ebrei li identificava come i delinquenti abituali, irrimediabilmente corrotti e considerati inferiori, la cui riabilitazione era ritenuta impossibile.
Non ci sono dubbi che ci furono altri fattori che contribuirono all'odio nazista contro gli ebrei e alla creazione di un'immagine distorta del popolo ebraico. Uno di questi fattori era la centenaria tradizione dell'antisemitismo cristiano, che propagandava uno stereotipo negativo degli ebrei ritenuti gli "assassini di Cristo", inviati del diavolo e praticanti di arti magiche. Altri fattori furono l'antisemitismo politico e razziale della seconda metà del XIX secolo e la prima parte del XX secolo, che considerava gli ebrei come una minaccia per la stabilità sociale ed economica. La combinazione di questi fattori scatenò la persecuzione, certamente nota a tutti i tedeschi e lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti che fu in qualche modo celato dagli stessi esecutori.

-1939

Nel '39 Italia e Germania stipularono il Patto d’Acciaio, il quale prevedeva che se un delle due nazioni fosse entrata in guerra anche in veste d'aggressore, l'altra sarebbe dovuta entrare nel conflitto al suo fianco. Nel frattempo la Germania riuscì a stipulare un trattato di non aggressione con l'URSS, poco dopo la guerra scoppiò a causa dell'aggressione nazista alla Polonia.
In Europa, soltanto l'Inghilterra e la Francia dichiararono guerra alla Germania (3 settembre). La "non belligeranza" proclamata dall'Italia (1° settembre) rivelò soprattutto un ritardo di preparazione militare. Gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina dichiararono la propria neutralità.
Il conflitto fu immediatamente caratterizzato dalla nuova concezione strategica tedesca del Blitzkrieg (guerra lampo), sostenuta da Hitler, che prevedeva l'uso di carri armati e autoblindo raggruppati in reparti speciali "meccanizzati" che in caso di successo potevano avanzare di molti chilometri aggirando l'esercito nemico tagliandoli così le linee di rifornimento. I mezzi corazzati e gli aerei tedeschi a metà settembre assediavano Varsavia e in altre due settimane liquidarono le rimanenti forze polacche ; il governo di Mosca fece invadere la Polonia orientale attenendosi ad una clausola segreta del trattato di non aggressione, così dopo vent'anni la repubblica Polacca fu cancellata dalla cartina geografica senza aver ricevuto un aiuto concreto dalle potenze occidentali. L'URSS non si fermo e a novembre attaccò la Finlandia, col pretesto che quest'ultima aveva rifiutato le alcune rettifiche del confine, per assicurarsi uno sbocco sul mare del Nord, ma nonostante la schiacciante superiorità numerica dell'armata rossa, l'esercito finnico oppose un incredibile resistenza fino alla resa del marzo del 40, comunque anche se la Finlandia perse dei terrori riuscì a conservare l'indipendenza.

-1940

Dopo i colloqui del Brennero con Hitler (18 marzo 1940), Mussolini decise l'intervento dell'Italia a fianco della Germania. Mentre in Inghilterra Churchill sostituiva Chamberlain alla direzione del governo (10 maggio) e la regina Guglielmina d'Olanda si rifugiava a Londra (13 maggio), dove ripararono pure gran parte dei ministri belgi.
Sorprendendo tutti la Germania attacca Danimarca e Norvegia il 9 aprile anticipando così ogni possibile mossa anglo-francese nel nord europa. Adesso Hitler poteva occuparsi della Francia.
L'offensiva generale tedesca sul fronte occidentale iniziò il 10 maggio del '40 e proseguì con fulminea rapidità. L'Olanda e il Belgio deposero le armi rispettivamente il 15 e il 28 maggio, la scelta di passare dai due stati fu dovuta principalmente alle imponenti forticazioni francesi (la linea Maginot) che coprivano però solo il confine con la Germania lasciando scoperto appunto quello Belga.
Dopo la battaglia e l'evacuazione di Dunkerque; il fronte francese fu completamente scompaginato sulla Somme e poi sull'Aisne, e per questo motivo anche la Francia fu costretta a cedere le armi firmando l'armistizio con la Germania, che Hitler fece firmare nella stessa località dove la Germania alla fine della grande guerra si arrese, (22 giugno) e con l'Italia. La Francia venne divisa in due entità distinte una sotto il diretto controllo nazista, l'altra (i territori centro meridionali) venne governata da un governo filo-nazista guidata da Philippe Petein (la repubblica di Vichy), finì così la terza repubblica francese, nata da un altra disfatta bellica (la sconfitta di Napoleone III a Sedan).
L'intervento militare italiano si era risolto con scarsissimi risultati in campo strategico consistenti nell'occupazione di alcune zone lungo il confine italo-francese. Il generale De Gaulle (che si era rifugiato in Inghilterra) lanciò un proclama dichiarando il rifiuto dei francesi liberi ad abbandonare la lotta.
Dopo il crollo francese Hitler sferrò contro l'Inghilterra una violenta offensiva aerea, preludio a uno sbarco nell'isola; ma la Luftwaffe incontrò una tenace e accanita resistenza da parte della RAF (superiorità dovuta al fatto che gli inglesi disponevano del radar e che i caccia tedeschi avevano un autonomia limitata) e dopo aver perso più di 1.700 aerei, dovette desistere dagli attacchi aerei in massa tuttavia l'attacco diede una dimostrazione delle potenzialità distruttive dei bombardamenti a tappeto, con uso massicio di bombe incendiarie; inoltre Berlino non riuscì a convincere il generalissimo Franco ad accettare la richiesta di far passare le truppe tedesche sul territorio spagnolo per poter attaccare Gibilterra dall'entroterra. Mussolini decise di rispondere alla penetrazione tedesca in Romania, iniziò la campagna contro la Grecia (28 ottobre). Ma le forze italiane, provenienti dall'Albania, si trovarono presto in gravi difficoltà sia per l'accanita resistenza delle truppe elleniche che per la "cronica" impreparazione, l'esercito greco passò alla controffensiva riuscendo a ricacciare gli italiani in Albania che rischiarono anche di essere "ricacciati in mare", queste battaglie diedero un durissimo colpo all'immagine combattiva delle regime, inoltre anche il fronte africano era in crisi, Mussolini fu costretto ad accettare l'aiuto tedesco in libia ma perse tutte le colonie nell'Africa orietale (Etiopia, Somalia, Eritrea) a causa dell'efficaci azioni inglesi e dall'effetiva difficolta nel difendere colonie così lontane.
La seconda rielezione di Roosevelt alla presidenza degli Stati Uniti (4 novembre) gli permise di preparare il suo paese a una politica estera più attiva, e non solo in Europa, perché la potenza giapponese cominciava a farsi inquietante.

-1941

Il riavvicinamento anglo-americano fu attuato in diverse tappe: legge affitti e prestiti promulgata negli Stati Uniti (marzo); incontro Roosevelt-Churchill al largo di Terranova e formulazione della Carta Atlantica (14 agosto), in cui furono definite le basi della pace futura.
In primavera ormai non restava che il fronte africano,allora Hitler accentrò ogni attività nella preparazione del piano d'attacco contro l'URSS. L'operazione Barbarossa ovvero l'attacco alla Russia iniziò il 22 giugno su un fronte largo più di 1600 chilometri dal baltico al mar Nero.Le forze del asse potevano contare di 3 milioni di soldati appoggiati da 600.000 mezzi, quasi 4.000 carri armati, e più di 3.000 aerei, i russi furono colti di sorpresa, nonostante i 5.000.000 di soldati dell'esercito regolare e oltre ad altri 10.000.000 della riserva, non riuscirono vista l'inesperienza di molti ufficiali dell'armata rossa (buona parte degli uomini che avevano partecipato alla grande guerra furono vittime delle purghe staliniane), a fermare un offensiva tanto ben organizzata.
Le truppe dell'asse, che comprendevano anche un armata italiana (CSIR, Corpo di Spedizione Italiano in Russia), avanzarono rapidamente, non riuscirono ad arrivare a Mosca per l'inverno, questo segnò la fine della concezione strategica tedesca basata su una rapida, profonda e decisiva avanzata, cioè si passo dalla guerra lampo alla guerra di usura che l'esercito tedesco mal sopportava, i russi riuscirono anche a trasportare le proprie fabbriche (letteralmente smontate pezzo per pezzo) oltre gli urali, questa idee fu fondamentale per il prosieguo della guerra, infatti Stalin così riuscì a compensare le gravissime perdite accusate nei primi mesi di guerra che ammontavano a circa 20.000 carri armati, 15.000 aerei.
Nell'Africa Orientale italiana fin dal gennaio le forze italiane furono sottoposte ad attacchi inglesi. L'anno terminò con la caduta degli ultimi capisaldi italiani nell'Africa Orientale e con l'offensiva del generale Cunningham in Libia che costrinse alla ritirata gli italiani nonostante l'inferiorità numerica (novembre).
L'attacco giapponese contro gli Stati Uniti fu sferrato improvvisamente su Pearl Harbor. Alle 7.55 del 7 dicembre 1941 bombardieri attaccarono l'isola affondarono e dannegiarono gravemente 8 corazzate, 3 incrociatori e molti aerei a terra, provocando l'entrata in guerra degli Stati Uniti, in un momento in cui il potenziale militare, quasi inesistente nel 1940, era ancora lontano da un soddisfacente grado di efficienza. Alla fine dell'anno la situazione navale britannica divenne molto critica in seguito a diverse sconfitte subite nel Mediterraneo e nelle acque della Malesia ad opera di Tedeschi, Italiani e Giapponesi.

-1942

Churchill, che aveva nuovamente incontrato Roosevelt a Washington nel dicembre 1941, ricevette Molotov a Londra il 21 maggio 1942, e cinque giorni dopo fu conclusa l'alleanza anglo-sovietica. In agosto Churchill si recò in visita a Mosca da Stalin. Nel campo opposto, mentre Germania e Italia seguirono il Giappone nel conflitto contro gli Stati Uniti, i Nipponici si astennero dal dichiarare guerra all'URSS, e conclusero invece con quest'ultima un accordo riguardante le frontiere della Manciuria e della Mongolia.
La situazione delle popolazioni ebree e slave si aggravò in tutta l'Europa, a causa del concepimento da parte dello stesso Hitler della "soluzione finale" messa in pratica dalle SS, ciò consisteva nel genocidio di tutti quei popoli considerati inferiori alla razza ariana, in particolare i nazisti si accanirono appunto contro gli ebrei, di questo massacro Primo Levi ce ne da una lucida testimonianza con i suoi due libri "Se questo è un uomo" dove descrive la "vita" nel campo di concentramento e "La tregua" che narra lo sbandamento dei deportati che cercavano il ritorno a casa nell'immediato dopoguerra.
I Giapponesi conquistarono con una serie di operazioni aeronavali le Filippine, la Malesia (gennaio) e Singapore (febbraio) che divennero basi d'attacco per la conquista dell'Indonesia effettuata fra gennaio e marzo e facilitata dall'annientamento delle forze navali alleate (battaglia del mar di Giava). Ma la reazione degli Alleati si dimostrò efficace; la loro controffensiva nel Mar dei Coralli (maggio) e nelle isole Midway (giugno) a Guadalcanal (agosto) segnò la fine dell'avanzata giapponese. La Germania dedicò ogni sforzo alla guerra sottomarina nell'Atlantico dove 3 milioni di t di navi alleate furono affondate nel periodo gennaio-luglio e 800.000 in novembre. A fine ottobre si arrestò anche l'avanzata sul fronte dell'africa settentrionale dove le truppe dell'asse persero la decisiva battaglia di El Alamein. L'8 novembre gli Alleati sbarcarono in Marocco e in Algeria. Dopo una breve fase di resistenza fittizia, le truppe francesi di Vichy dell'Africa settentrionale ripresero la lotta schierandosi a fianco degli Alleati e marciarono verso la Tunisia (13 novembre), gli eserciti tedeschi italiani presi tra due fuochi dovettero arrendersi. La reazione di Hitler fu immediata: l'11 novembre la Wehrmacht invase la zona meridionale della Francia, già sotto il controllo del governo di Vichy, mentre forze italiane occuparono Nizza e la Corsica; il 27 novembre il cosiddetto esercito francese d'armistizio fu sciolto e la flotta francese di Tolone si auto affondò per non cadere nelle mani dei tedeschi. Sul fronte orientale l'offensiva iniziata dai Tedeschi in maggio, prima in Crimea (8 maggio) poi verso il Caucaso e il Volta (28 luglio), si spinse fino a Sebastopoli e all'estuario del Don raggiungendo il monte Elbrus (agosto) e Stalingrado (settembre) che i Tedeschi attaccarono immediatamente.
Il 19 novembre la prima controffensiva vittoriosa dei Russi su Stalingrado, proseguita vigorosamente in dicembre, provocò un ripiegamento generale della Wehrmacht e dell'ARMIR (Armata Italiana in Russia composta da 230.000 uomini, che fu protagonista di una delle più disastrose ritirate mai registrate dall'esercito italiano, furono 70.000 i morti o dispersi) dal Caucaso e dall'estuario del Don, da notare che la responsabilità di questa sconfitta è da attribuire in buona parte allo stesso Hitler, che con un insensata ostinazione rifiutò la richiesta delle truppe stanziate in città di arretrare.

-1943

Da parte degli Alleati furono tenute conferenze a Mosca tra i ministri degli esteri, infine al Cairo, dove si tennero due importanti riunioni tra Churchill e Roosevelt e alla prima delle quali partecipò Chiang Kai-shek (novembre), e a Teheran dove i due statisti anglo-americani si incontrarono con Stalin (28 novembre - 1 dicembre). Per quanto riguarda le forze dell'Asse e i loro alleati, i colloqui di Hitler con i capi di governo dei paesi satelliti - con il romeno Antonescu (gennaio e aprile), con il reggente d'Ungheria Horthy (aprile), con re Boris di Bulgaria (marzo e agosto), con lo stesso Mussolini (aprile) - non valsero a superare le crescenti difficoltà incontrate nella condotta della guerra. In Italia si verificarono avvenimenti decisivi: caduta di Mussolini (24-25 luglio), ripresa del potere da parte del re Vittorio Emanuele III, costituzione di un governo diretto dal maresciallo Badoglio, richiesta agli Alleati dell'armistizio, firmato a Cassibile il 3 settembre e reso pubblico l'8.
Nel frattempo Mussolini, arrestato il 25 luglio del '43 a Roma, venne trasferito prima all'isola di Ponza, poi alla Maddalena e infine a Campo Imperatore sul Gran Sasso, dove il 12 settembre fu liberato con un'ardita azione dal colonnello tedesco Skorzeny e trasferito in Germania. Poco dopo Mussolini, sotto la protezione dei Tedeschi, costituiva nell'Italia settentrionale, a Salò, un nuovo governo fascista che assunse il nome di Repubblica Sociale Italiana. Il governo Badoglio, dopo aver firmato il 29 settembre a Malta un nuovo armistizio ("armistizio lungo"), dichiarò guerra alla Germania il 13 ottobre e un mese dopo venne ricosciuto dagli Alleati come cobelligerante. A Casablanca (gennaio) gli Alleati annunziarono la loro decisione di esigere la resa senza condizioni dei loro avversari. Sul fronte sovietico l'Armata rossa colse nuove vittorie innanzi tutto a Stalingrado (arresasi il 31 gennaio) dove circondò e annientò la 6ª armata di Von Paulus. Dopo due mesi di stasi nelle operazioni, il 10 luglio gli Alleati sbarcarono in Sicilia, respingendo le forze italo-tedesche dall'isola dopo oltre un mese di combattimenti, poi in Calabria, mentre l'Italia si arrendeva senza condizioni (8 settembre).
La mattina del giorno seguente gli Anglo-Americani operarono uno sbarco a Salerno. Dopo l'improvviso annuncio dell'armistizio le forze italiane nel territorio metropolitano e nei Balcani, rimaste senza direttive precise, si sbandarono: parte furono disarmate dai Tedeschi (furono 600.000 i soldati italiani imprigionati e trasportati in Germani nei campi di internamento), parte si diedero alla macchia unendosi alle forze partigiane, alcune rimasero fedeli a Mussolini e al loro ex alleato, ma non mancarono episodi di resistenza attiva conclusisi in modo tragico. Ai primi di ottobre gli Alleati entrarono a Napoli ma la loro avanzata verso il Nord venne bloccata sul Garigliano e il Sangro, ovvero la linea Gustav, un imponente sistema difensivo tedesco che resistette a 4 assalti che videro tra l'altro l'inutile distruzione del monastero di Montecassino (a lato).
In Francia il CFLN si trasformò il 3 giugno in Governo provvisorio. Dopo lo sbarco in Normandia, De Gaulle entrò il 26 agosto nella Parigi liberata, mentre il suo governo veniva riconosciuto da URSS, Gran Bretagna e Stati Uniti (22-23 ottobre). La Germania perse nel corso dell'estate il controllo dei territori occidentali che essa occupava, mentre le continue sconfitte subite dalla Wehrmacht provocarono la rottura dei legami con i paesi satelliti. La Romania firmò l'armistizio il 12 settembre; la Finlandia, il 19. La Bulgaria capitolò subito dopo che il suo territorio era stato attaccato dall'Armata rossa (5-6 settembre). Romania e Bulgaria si schierarono contro il Reich. Nell'Italia divisa, il 10 gennaio a Verona alcuni gerarchi fascisti furono condannati a morte; inoltre per limitare l'azione dei partigiani vennero effettuate massicce azioni di rastrellamento in varie zone dell'Italia settentrionale e furono compiute numerose rappresaglie (Fosse Ardeatine, 24 marzo; Marzabotto, fine settembre).
Al Sud, il principe Umberto di Savoia assunse la luogotenenza del regno (5 giugno) e poco dopo Bonomi prese il posto di Badoglio alla guida del governo. Negli Stati Uniti, Roosevelt fu eletto presidente per la quarta volta il 7 novembre, con Truman come vicepresidente. Il successo delle azioni alleate aveva spinto Stalin, Roosevelt e Churchill a mettere a punto a Teheran (dicembre 1943) nuovi piani militari e a coordinare le offensive sovietiche e le operazioni da effettuare in Europa occidentale. Alla fine dell'anno i Russi dovettero rallentare la loro avanzata per l'accanita resistenza opposta dai Tedeschi a Budapest (dicembre).

-1944

In Italia gli Alleati, che avevano operato uno sbarco in forze ad Anzio (22 gennaio), dovettero condurre una lunga e accanita battaglia per occupare il settore di Cassino e ottenere così la rottura del fronte (maggio). La loro avanzata proseguì poi verso Roma, raggiunta tra il 4 e il 5 giugno del 44, Livorno e Firenze, ma i Tedeschi costituirono una nuova linea di difesa più a nord, la cosiddetta linea gotica, a ridosso della quale le operazioni ebbero un periodo di stasi durante l'inverno, anche perchè il fronte italiano era diventato secondario a causa dello sbraco in Normandia, addirittura il generale inglese Alexander invitava i partigiani a sospendere le azioni di guerra su vasta scala.
Sul fronte orientale con l'operazione Bragation i sovietici riuscirono a annientare le ultime armate tedesche e a aprirsi la strada verso Berlino, alla fine di luglio si trovavano già vicino alla Prussia occidentale nei sobborghi di Varsavia e nei Carpazi, nella Polonia liberata formarono un governoformato da solo comunisti opposto a quello che si era rifugiato a Londra nel '39, si iniziavano a creare così contrasti tra le forze avverse all'asse, inoltre l'avversione dei Russi verso i polacchi legati al governo in esilio si palesò durante l'insurrezione di Varsavia (1 agosto- 2 settembre) dove morirono ben 40.000 ribelli. La città venne abbandonata alle 4 divisioni tedesche inviate da Hitler, nonostante l'armata rossa fosse ormai arrivata nei sobborghi.
In Francia le forze di Von Rundstedt vennero disposte lungo il Vallo Atlantico per arginare l'imminente sbarco che venne effettuato il 6 giugno in Normandia (preparato con un serie impressionante di bombardamenti e numerosi lanci di paracadutisti), al quale da guerra, 4200 mezzi da sbarco, e 12000 aerei ,dopo due mesi di furiosi combattimenti gli alleati sfondarono le linee difensive del terzo Reich. Le truppe anglo-americane parteciparono ben 12000 navi proseguirono nella loro avanzata raggiungendo Aquisgrana (21 ottobre) e nel novembre lanciarono una nuova offensiva su tutto il fronte senza però ottenere i risultati sperati comunque già a settembre la maggior parte della Francia era libera. Il 16 dicembre Von Rundstedt lanciò l'ultima controffensiva della Wehrmacht nelle Ardenne, che venne affiancata da attacchi tra la Saar e il Reno. Gli Americani furono costretti a ripiegare di fronte alla pressione delle unità corazzate tedesche e l'intero fronte alleato rischiò di essere travolto, riuscendo tuttavia a resistere, grazie soprattutto alla difesa di Bastogne.

-1945

I grandi incontri internazionali svoltisi a Jalta (4-12 febbraio) e a Postdam (17 luglio - 2 agosto) tra i vincitori sovietici, americani e inglesi, furono dedicati all'organizzazione dell'Europa, e in particolare al futuro della Germania dopo la fine del conflitto. La conferenza di San Francisco, apertasi il 25 aprile, ebbe come oggetto l'organizzazione politica del mondo dopo la guerra: gli Alleati separarono nettamente la creazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (adozione della Carta, 26 giugno) dall'elaborazione dei trattati di pace. Mentre Stalin, De Gaulle e Chang Kai-shek rimasero al potere, Roosevelt, morto il 12 aprile, fu sostituito da Truman e Byrnes succedette a Stettinius al dipartimento di Stato americano.
Il territorio tedesco fu sottoposto a durissimi bombardamenti a tappeto, che non avevano il solo compito di danneggiare la produzione bellica ma anche di fiaccare la resistenza del popolo tedesco, furono sganciate milioni di tonnellate di bombe, furono compiuti i più devastanti attacchi aere come a Francoforte, a Dresda morirono 135.000 civili, la città fu rasa al suolo, nonostante ciò Hitler nella sua follia non si arrese, sperava infatti nelle "armi segrete" che non furono però prodotte in quantità sufficienti per cambiare il corso alla guerra.
Mussolini, catturato dai partigiani mentre cercava di raggiungere la Svizzera, venne fucilato il 28 aprile e due giorni dopo Hitler si suicidò a Berlino, designando come suo successore l'ammiraglio Dönitz.
In Estremo Oriente, i Giapponesi si impadronirono completamente dell'Indocina con un atto di forza contro i Francesi (9 marzo), ma subirono la denuncia dell'accordo di neutralità firmato con la Russia, che dichiarò loro guerra (8 agosto). La capitolazione del governo di Tokyo provocò lo smembramento delle conquiste giapponesi.
In Indonesia, veniva organizzato un governo nazionale. In Indocina, Cinesi e Britannici si divisero il controllo del territorio, in applicazione degli accordi di Quebec e di Postdam. Analoga situazione si verificò in Corea con truppe sovietiche a nord e truppe americane a sud del 38° parrallelo. La fine delle ostilità non fu seguita a breve distanza dai trattati di pace; quelli che vennero stipulati furono datati in periodi molto successivi: trattati di Parigi del 10 febbraio 1947 per Italia, Romania, Bulgaria, Ungheria e Finlandia; trattato di San Francisco dell'8 settembre 1951 per il Giappone (a cui non partecipò l'URSS); trattato di Stato del 15 maggio 1955 per l'Austria. Gli Alleati superarono il Reno in più punti (marzo), proseguendo rapidamente la loro avanzata verso il cuore della Germania, che, sottoposta a durissimi bombardamenti aerei, era ormai ridotta all'estremo. Mentre i Francesi si impadronirono di Stoccarda, gli Americani invasero la Baviera e raggiunsero Monaco (29 aprile).
In Italia, dopo la stasi invernale, il generale Clark e il maresciallo Alexander lanciarono un'offensiva generale su tutto il fronte che portò le truppe alleate a raggiungere i principali centri dell'Italia settentrionale dove il 25 aprile il generale Cadorna, comandante militare del CLNAI, aveva ordinato l’insurrezione generale delle forze partigiane, che a partire dalla fine del 1943 avevano impegnato sempre più seriamente i Tedeschi e i fascisti, alla resistenza e sue operazioni si ispirarano molti poeti e scrittori come Fenoglio che scrisse "Il partigiano Jhonny, e Franco Fortini con "canto degli ultimi partigiani".
La resa delle forze tedesche avvenne per gradi: a Caserta (29 aprile) per le truppe in Italia e Austria; a Luneburgo (4 maggio) per quelle in Vestfalia, Danimarca e Olanda; infine la resa incondizionata nelle mani dei comandanti in capo alleati firmata il 7 maggio a Reims da Jodl e confermata l'8 maggio a Berlino. Le bombe atomiche lanciate su Hiroshima (6 agosto, che provocò la morte di 80.000 persone, 35.000 feriti, 13.000 dispersi) e Nagasaki (9 agosto 40.000 morti) costrinsero il Giappone a cedere. Le ostilità vennero sospese il 16 agosto del 1945.

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Cherry-Garrard
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Re: Olocausto (1933-1945) - PER NON DIMENTICARE

Messaggio da Cherry-Garrard » 7 agosto 2012, 7:50

Eh.... il mese di agosto è pieno di drammatiche ricorrenze... tra le quali lo sgancio delle bombe atomiche e la strage di Bologna, che purtroppo non hanno il ricordo che meriterebbero, specie Nagasaki di cui non si parla mai.

Baci e saluti^^
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Cassandra14
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Re: Olocausto (1933-1945) - PER NON DIMENTICARE

Messaggio da Cassandra14 » 7 agosto 2012, 9:38

Hai fatto bene a parlarne ma vorrei sottolineare come l'Olocausto non sia l'unico genocidio del XX secolo.
Per esempio il genocidio degli Armeni, ancora non riconosciuto dalla stessa Turchia (e questo le impedisce di entrare all'interno dell'Unione Europea) per non parlare dei svariati genocidi avvenuti in Africa, nei paesi dell'Est, nella stessa Russia, in Asia con episodi in Indonesia e in Cambogia e anche le foibe in Italia.

Non voglio sminuire il dramma dell'Olocausto, permettetemi di aggiungere al ricordo tante altre vittime del XX secolo.
"Perchè è una vita che provo a stare seria" (cit. personale)
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